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Sociale 20 ottobre 2013 · lettura 1 min · 3192 letture

Arida terra

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Non sono occhi lo sguardo rinnegato della stirpe non sono mani quelle di un calore ormai disperso nido d’amore pavimentato d’egoismo pareti sorde al figlio che ormai tace nella dimenticanza delle favole d’amore dove gli orchi hanno vinto il cielo accantonando la naturalezza accidentale mutilante assenza tradimento perpetuo sofferenza non riconosciuta
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (7)

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Una verità, espressa con splendide metafore, che mi fa venire i brividi per la dura realtà che esprime in un oggi così impregnato d'egoismo; le donne spesso espiano nella famiglia molte colpe di cui sono innocenti e anche il più amaro, quello dell'ingratitudine dei propri figli

Berta Biagini20 ottobre 2013

I muri della casa non riusciranno mai a nascondere quanto dentro avviene – gli occhi, sempre rispecchieranno quel sentire – bisogna solo sperare di poter arrivare in tempo ad evitare quanto purtroppo oggi si legge sui giornali. Una malattia che sembra dilagare a macchia d’olio ed alla quale purtroppo abbiamo le mani legate.

D
Delinquente20 ottobre 2013

Poesia di carattere. Riflessione che fa riflettere con colte metafore, si potrebbe dire di questa poetessa che ha trovato il modo di raccontare fiabe ai grandi

Idalgo Visconti20 ottobre 2013

Una poesia originale anche per l'argomento trattato, quello di un affetto negato ai figli, all'inadeguatezza di un genitore, spesso vittima di immaturità, egoismo, che fanno scempio di quella figura guida che dovrebbe essere un genitore, mutilando quella che è la figura e il futuro di un figlio... Piaciuta...

Sara Acireale21 ottobre 2013

Versi che, purtroppo, sono veritieri. In certi casi si può constatare di come i genitori non hanno più la ferma autorevolezza di una volta, non riescono a educare i figli anche perché avrebbero bisogno loro di una rieducazione. Assistiamo al fenomeno di mamme che sono competitive con le figlie adolescenti, di padri che sembrano più compagni di gioco che genitori. Penso che essere "amici" dei propri figli va bene ma i ragazzi devono avere un punto fermo di riferimento, devono sapere che "i genitori" ci sono per aiutarli, educarli, sostenerli. Se non trovano questo punto fermo, possono perdere l'equilibrio interiore, possono sentirsi inadeguati e, a loro volta, un domani saranno genitori inadeguati... Bisogna riflettere su questo...

Fiammetta Campione21 ottobre 2013

Ho una particolare attenzione per questo argomento e in generale per tutti i deboli che vengono lasciati a se stessi, e basterebbe poco, un sorriso uno sguardo una mano tesa... la sofferenza è grande...

Paola Galli21 ottobre 2013

...è una terra che ormai senza speranza partorisce figli ciechi e sordi! l'aridità la sta occupando e sovrastando, orchi avidi stanno fagocitando ogni cosa ed ogni luogo!!!