L'incongruenza tra te e il mio mare
Anna Maria Scamarda
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Bussi ai mie occhi nelle notti di tormenta
e, viscida, mi serpeggi il cuore;
fino a paralizzare il mio respiro...
La tua prepotenza ha voluto cibarsi
alla mensa ove dimorano i giardini della vita.
Ed io ti ho accolta...
cullandoti al mio seno.
Ho sperato, invano, di chetare la tua arsura.
Sfiderò il tuo sguardo
con la spada del Coraggio.
Ch'é tanto più Forte di te...
E Vincerà.
La infilzerò nel punto
dove, sazia, dorme la paura...
che sbava l'incongruenza tra sé e il mio mare.
Ecco,
ti sento già lontana...
La tua figura, sempre più sfuocata,
muore in te.
E par che assuma, ora,
tratti di timide sembianze umane.
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (1)
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Julie25 ottobre 2013
Dal mare tempestoso scendono lampi che accecano la Paura mentre il cuore cavalca onde d'angoscia per raggiungere l'altra parte colorata della vita che non conosce paure. Apprezzatissima, meritevole.

