"peccò un dì"
e, ed ora vado via mondo crudele,
infame fino alla noia immane mortale,
critico con i buoni ed accomodante con i falsi,
brutale con la povera gente e gentile con i farisei,
fatto di falsa giustizia avara di vera verità, e
spero di allunare in un posto tranquillo, cheto
dove regni l'armonia e la lieta trasparenza,
ci si dia l'un l'altro la mano di fratellanza,
si viva non più nella speranza di un dì migliore, e
l'amore trionfi su ogni altra cosa nel creato
fummo fatti infatti per glorificare il padre
non già per mangiar sempre la maledetta mela, e
perdonare chi per seguir serpente velenoso:
peccò un dì.
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Commenti (3)
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Alberto De Matteis21 ottobre 2013
Bellissima lirica che dà speranza e fiducia per un mondo migliore, dove possa regnare l'armonia e la fratellanza tra gli uomini.
C
Claudio Toccafondi23 ottobre 2013
Bella lirica il cui contenuto, che condivido in pieno, è espresso in versi assai pregevoli, chiari ed eleganti. Un abbraccio e vivissimi complimenti.
Francesco Rossi23 ottobre 2013
Una composizione poetica che si pregia di un puro sentimento che sconfina in diffusa spiritualità. La forma è interessante perché l'autore è riuscito a estrapolare considerazioni senza mai uscire dalla dinamica della parte centrale della poesia che si avvia alla chiusa in modo e maniera percettibile.

