Il Sermone
Allorquando, nel passato, il pastore
l’omelia dal pulpito arringava,
attento, ognuno, l’orecchio allungava
al celebrante che mettea fervore.
Era la parola calda e suadente
che tal discorso scaturia dal petto
spronando all’amore ed al rispetto
il ricco, l’ammalato e l’indigente.
Dacché s’è dipartito vecchio priore,
sermone viene freddo e senza foga
che ch’il pronuncia non conosce voga
e in gola nasce motto e non in cuore.
Per perizia dicitore inadeguata
or l’omelia è scarsa ed imbrigliata.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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Alberto De Matteis25 ottobre 2013
Direi che c'è, nella bella descrizione poetica del "Sermone", una certa nostalgia per quella omelie, i c. d. panegirici, che una volta venivano pronunziate dai pulpiti, ormai scomparsi, delle nostre chiese, in occasione delle principali festività, e, soprattutto, del Santo Protettore del paese. Lirica originale e piaciuta per la forma e il suo contenuto.
