Il mio albero
Alessandro Porri
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Là, dove la città finisce e si ferma anche l'ultimo treno,
grovigli vegetali immobili come sculture aspettano cure
Un albero fiero si staglia, sembra nascere dall’asfalto,
lo solleva, lo ingloba come cellula fagocitante.
Non sa neanche Lui cosa sia, forse un faggio, forse un salice,
ma non piange, é orgoglioso come libero stallone sul bordo strada.
Come antica torre merlata che dominava valli feudali
Lui domina strade e palazzi privi di architettura, nuove bidonville
Non perde mai foglie, non conosce stagioni,
come amore di madre, protegge sempre chiunque lo abbracci
Dà refrigerio a disperati sognatori che attendono di viaggiare oltre,
oltre quell'ultima fermata, stanchi e speranzosi di rivincite
Oggi, in una giornata vuota, sembra essere l'unico mio compagno,
l'unico essere vivente capace di capire ciò di cui ho bisogno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alessandro Porri
Nato a Roma, 48 anni fa. Amo ogni forma d'arte che mi permetta di esprimere ciò che sento (spero non si offendano i veri artisti), scrivo, dipingo, suono. Amo descrivere ciò che vedo attorno a me, spesso vengo folgorato da un'immagine o da una semplice sensazione, in generale qualsiasi cosa capace di darmi o togliermi
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