Perfido destino
Giovanni Chianese
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Ti ho cercata nell’abisso senza fondo
mani che sputano fuoco
a spegnere l’inferno maledetto
-mio spazio eterno fuori dal mondo-
Affondo nell’atroce sofferenza
di quel giorno lancinante
che ancora respiro non mi lascia
da quel dramma naufragare
Non c’è clemenza o clessidra del tempo
da fatale rovina sento il male che scotta
e fiamme che assillano la mente
e la faccia sfigurata che rigurgita
in quel specchio riluttante
Sputo riflessi mentre su luna orizzontale
viaggiano ridenti galassie
-notti di anime nel perfido destino degli amanti-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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