"eravamo amanti"
e, ora cosa faccio di me stesso
dove andrò a sbarcare il lunario,
su quale panchina mi addormenterò,
per cosa ancora avrò voglia di vivere?, e
se devo continuare così l'esistenza,
meglio finirla in qualsiasi modo,
in ogni occasione che capiterà
o farò certamente accadere, e
raggiungerti nell'isola felice
dove l'immenso ti ha chiamata
prematuramente in un attimo di follia,
la malattia non ti dava pace, solo dolore
non ricordavi, non recepivi il mondo, e
giù dal balcone sei finita sul lastrico,
eri contenta con il viso luminoso, sereno
di chi ha raggiunto la pace agognata,
quella che ti far star bene con l'universo,
quella che in tanti anni vissuti insieme
noi coniugavamo con sincera felicità, ed
eravamo amanti.
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Commenti (1)
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Claudio Toccafondi30 ottobre 2013
Molto bella, con momenti di suspence dolorosa, I versi sono scorrevoli e catturano l'anima di chi legge, Ancora bravo, inesauribile e profondo poeta!