Solo e incompreso
Solo e incompreso i più fitti crampi
vo’ penando a passi zoppi e dolenti,
et gli occhi serro per celar gli stenti
che l’altrui freddezza mi cieca come lampi.
Altro sfogo non trovo che mi scampi
dal mesto affievolir dei sentimenti,
perché negli atti rancorosi e fraudolenti
non c’è Amor che nell’altrui cor si ampi:
si ch’io mi credo ormai che fra genti sagge
in verità niuno sappia di che tempre
sia la mia vita, ch’è sprezzata e derisa altrui.
Ma pur sì aspre vie ne’sì selvagge
cercar non so, che Dolor non venga sempre
dilettandosi con meco, nei giorni foschi e bui.
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Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa1 novembre 2013
un sapore antico fra questi versi, una poesia rigorosa e delicata fatta di suoni e immagini piacevoli... B e l l a
