Chi siamo, o satiri dal volto perlato?

Chi siamo, o satiri dal volto
perlato? Umili nullità
che cantano unanimi l’inno sconvolto
del tacito dolore? O, per carità,
tenere creature molli
che danzano all’umile Luna,
sentinella silente dei folli
lamenti, la soave sfortuna
del regno terrestre?
Bandite per sempre il suono
Superbo della campana solenne,
anelito infernale del frastuono
celeste, stortura perenne
in un acerbo orecchio silvestre.
Frivole fiamme danzano allegre
Nel triste convito del mondo,
serpenti assetati di integre
ingiurie scagliano nell’inverecondo
manto stellato l’umile preghiera,
inutile anatema della verità,
contro l’infinita frontiera
della penosa cerchia della posterità.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele20 novembre 2013
è d'ogni origine con o senza profumo che avalla la cresta che infiamma l'attitudine che soporifera la vita nella circuita edotta indicante dalla quale Poesia adorna l'impronta e l'eco nel meraviglioso poetico che impone estasi di squisita corporatura esternata... bellissima
