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Impressioni 5 novembre 2013 · lettura 2 min · 5159 letture

Il Parnaso di Raffaello

Leone Franco 33 poesie pubblicate
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Tra le stanze dei Musei Vaticani, sublime è quella della Segnatura. Vi son ritratti i più illustri ed immani intelletti di fama imperitura: per lo più greci, latini e italiani, che onoraron la poesia e la cultura. Su una parete domina il Parnaso di Raffaello immortal non a caso. All’estrema sinistra c’è un quintetto: Alcèo, Corìnna e Petrarca aretino, poi il cantor dell’eolico dialetto Anacreònte, e seduta vicino è Saffo cui l’amore fu negletto. Sullo sfondo di un bel cielo turchino, un po’ più sopra stàn cinque poeti, eterni quanto i biblici profeti. Primo è Ennio, seduto ad ascoltare, quei versi che l’aedo cieco Omero, a Giove Olimpio sembra dedicare rivolto al ciel per lui oscuro e nero. Dietro a lui son tre glorie eccelse e rare: in rosso, Dante, dal profilo austero, Virgilio in verde, cinto da un mantello e Stazio il cui ritratto è Raffaello. Stan le muse in posiziòn intermedia: eterea e bianca è l’Epica poesia, alle spalle vi sono la Commedia, con Storia e Musica avvinte in armonia. Poi Febo, l’Oratoria e la Tragedia, indi la Danza e al fin l’Astronomia... in azzurro è la Poesia dell’amore... Tutte attorniano il Divin cantore. Son nel punto in cui inizia la pendenza, Tebaldèo con Boccaccio un po’ appartato, Tibùllo, di femminea parvenza, Ariosto dall’età molto provato, e Properzio, che vuol con persistenza che il suo sguardo dal nostro sia incrociato. In basso, sotto Ovidio e Sannazzaro, siede Orazio ai lucani tanto caro. In tal parete furono affrescate le più grandi virtù mai generate.
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Con questa poesia ho voluto provare a descrivere una delle maggiori opere di Raffaello: Il Parnaso, il colle della poesia. E’ stato difficile tradurre in rime i nomi di 28 personaggi. Partendo dal basso a sinistra essi sono: Alcèo, Corìnna, Petrarca, Anacreonte in piedi vicino a Saffo seduta; quindi più in alto: Ennio che ascolta Omero con alle spalle Dante, Virgilio e Stazio che è pure un ritratto di Raffaello; al centro Apollo e le 9 Muse. Scendendo vi son Tebaldèo, Boccaccio più lontano, Tibullo femmineo, Ariosto anziano e Properzio che ci guarda. Infine Ovidio, Sannazzaro e Orazio seduto.

L'autore
Leone Franco

Il mio nome è Francesco; Leone è il cognome. Sono un dottore in informatica con la passione della storia dell'arte e della fotografia. Mi piace tradurre in versi le sensazioni che mi accompagnano nei miei viaggi. Vivo a Corato, nel centro della Puglia, una regione splendida e ricca di tesori nascosti. Adoro l’Ita

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Commenti (4)

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elena rapisa5 novembre 2013

Il cuore e la mente si spalancano di fronte a queste meraviglie artistiche che tu con sapienti versi sai così bene esporre. Mi ricordo che effetto ebbe su me quello stupendo affresco.

Alberto De Matteis5 novembre 2013

Mi fai gustare, come fosse dal vivo, le grandi opere d'arte del passato, in versi scorrevoli e molto piavevoli.

una descrizione fantastica, con versi rimati e molto musicali, erudisce e allieta, complimenti, segnalo

Tonia Fracella6 novembre 2013

Versi efficaci e intensi che ricamano in toni musicali e scorrevoli i tratti dell'arte. Bella, ben descritta... Molto apprezzata!