Il gioco dell'oca
Nel cellulare il timbro metallico
svolge l'ingrato compito con impeccabile zelo.
M' impone d' indagare un seme sporco,
attecchito silente nel vigore del corpo.
Perdo ogni controllo e non me ne vergogno.
Impertinente piccolo seme,
sei covo di fiore onesto, o predatore.
Vivo terrore, intere ore.
Alla fine decido, voglio giocare.
Perché così, è la Vita. Un gioco dell’oca.
Passi indietro e balzi avanti.
Continuo alternarsi, di doni gratuiti e colpi bassi.
Studio e ripasso
fiducia, calcolo, freddezza,
in somma sintesi, sopravvivenza.
Intanto il vento minaccia nervoso,
battendo sul vetro,
petali e spine del frale roseto.
L' estate saluta, ma tornerà.
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L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
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