L'urtimo viaggio di Ernesta
Se arzi l’occhi ar celo, in mezzo a quelle stelle
ce’ trovi pure a me, inzieme a quelle
che mi hanno preceduto in questa via.
Ci ha richiamato indietro la Madonna
pe’ stare inzieme e fàcce compagnia.
Che gioia che ce semo arritrovate
come ‘alli tempi della gioventù;
quanti ricordi, quante storie passate,
‘na vita che nun tornerà mai più.
Voi da laggiù, s’arzate l’occhi ar celo
nun ve penate perché noi stamo bene,
nun manca gnente, c’è forse giusto un velo
de’ malinconia, ognuno pe’ la famija sua.
Sai che caciara quanno so’ arrivata:
anvèdi, quella è Ernesta, che sorpresa!
sei arritornata! fàmo tutte festa,
come quanno co’ Gino te’ sei ammaritata!
Me’ so’ sentita a casa n’antra vorta...
nun m’avevano mai dimenticata.
Co’ voi de’ tempo no’ passato tanto:
ognuno c’ha un ricordo ner cassetto.
Nun chiedo tanto, ma se la sera,
quanno che andate a letto
ve’ scappa na’ preghiera corta corta,
ditela a me’, a Ernesta,
che so’ morta.
Traduzione
L’ultimo viaggio di Ernesta
Se alzi gli occhi al cielo, in mezzo a quelle stelle
ci trovi pure a me, insieme a quelle
che mi hanno preceduto in questa via.
Ci ha richiamato indietro la Madonna
per stare insieme e farci compagnia.
Che gioia che ci siamo ritrovate
come hai tempi della gioventù;
quanti ricordi, quante storie passate,
una vita che non tornerà mai più.
Voi da laggiù, se alzate gli occhi al cielo
non vi date pena perché noi stiamo bene,
non manca niente, c’è forse giusto un velo
di malinconia, ognuno per la famiglia sua.
Sai che confusione quando sono arrivata:
guarda, quella è Ernesta, che sorpresa!
Sei ritornata! Facciamo tutte festa,
come quando con Gino ti sei sposata!
Mi sono sentita a casa un’altra volta...
Non mi avevano mai dimenticata.
Con voi di tempo ne ho passato tanto;
ognuno ha un ricordo nel cassetto.
Non chiedo tanto, ma se la sera
quando andate a letto
vi scappa una preghiera corta corta,
ditela a me, a Ernesta,
che sono morta.
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