Love and lust bontage
Giovanni Chianese
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Al sol che pelle brucia
t’ascoltai di ghiaccio rimanendo
silurante tuo sillabario
il cor mio fendendo
incredula anima falciò
e nell’incalzar tu l’arringa
da spalto di fortificante cerniera
mio inaccessibile varco
m’affondasti nelle ceneri
d’atavica penitenziale
virtù peculiari
d’amene bicocche dantesche
mie diaboliche incarnazioni
travasò come dal mentecatto
arbitrio d’epiteti irripetibili
maremoto acquietò
ansa ondosa di Caronte
nel fendente abbraccio
di due anime all’inferno
in estasi di lussuria godente
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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