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Impressioni 9 novembre 2013 · lettura 1 min · 4552 letture

Mr. Parkinson

Francesco Falconetti 237 poesie pubblicate
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Osservo incredulo quelle righe ogni giorno sempre più tremanti e quel suo trascinarsi lento, avviluppato dal morbo che crudele sale lento. E il tempo, trascinato nello sguardo sempre più si spegne impietosamente, dimentico della luce del passato e delle sue memorie, distrugge stilla a stilla il suo corpo, la sua anima. Ed io rimango lì, chino al suo destino, genuflesso alla sua potenza che schiacciante sempre più dimostra, generale vittorioso sulla sua mortale vita. Che tu sia maledetto, Mr. Parkinson.
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...ci si riferisce al morbo, non allo studioso dello stesso.

L'autore
Francesco Falconetti

A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.

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Commenti (3)

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tocca il cuore questa poesia che esprime in modo veritiero e condensato lo spegnersi delle luci nei malati di Parkinson, mentre il dolore preme forte nel cuore di chi si ritrova impotente di fronte a una vita che si scompagina.

nemesiel9 novembre 2013

Dolore che si unisce al dolore... di chi soffre e di chi deve assistere impotente al disgregarsi di una vita. Malattie che, prima ancora di portare via l'esistenza, le tolgono l'essenza, l'individualità, l'unicità...ne sgretolano la dignità. Fragilità umana che è difficile da accettare...

Berta Biagini9 novembre 2013

Sento particolarmente questi versi che fanno veramente paura – purtroppo rimedi sono ancora lontani, poco può fare una pasticchina se non rallentarne il percorso. Sentitissima.