Veleno

Ricamo pensieri bianchi
come candida neve,
orlo il bordo di perle
lucide come lacrime
che da oggi piango per te.
Ricamo e aghi trafiggono
da parte a parte ricordi
che credevo perduti.
Vai e ritorni in crescendo
sfaccettando l'anima
di mille dolori.
Tu veleno che non uccide
mi lasci vivere per poter morire
senza l'ombra di un abbraccio,
portando via colori e odori
che tenevo in serbo per tempi duri
e di questo ora mi cibo
senza sfamare nà cuore né mente.
M'innalzerò su alte vette
per vederti sfuggire al mio tempo,
tempo frantumato sul più bello
quando ancora aleggiava
tempo di Primavera.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi20 novembre 2013
Questa è una poesia da gustare per l'alto contenuto che si presta a un comune sentire e percepire. L'autore in forma sciolta verseggia ispiratissimo coinvolgendomi appieno nella lettura di questa bella poesia che mi auguro abbia innumerevoli lettori.
