Dateli le brioches
Idalgo Visconti
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Un si sente 'artro che parlà di palle
vantà di vänto siete boni
Voi ridete!
ma credete
a noi c'avete rotto 'oglioni
C'è 'na miseria che si sghiandola
'na gioventù senza futuro
e voi vi rosicchiate anche l'erba contro il muro
Qui s'affoga nella merda
se un vì si dä 'un carcio 'n culo
Siete 'onvinti d'ävé a che fa cö tontoloni
Vero! Forse finora siamo stati troppo boni
e un poino scemi
potè pensà di risorve i problemi
dicendo solo “ora basta! Maremma cane”
Ma voi ridendo continuate a far promesse
di darci le brioscë, invece der pane
Mi sembra d'esse tornato ai tempi della regina
Attenti...
dopo di lei, venne la ghigliottina...
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L'autore
Idalgo Visconti
“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Letta con piacere... complimenti Idalgo. B. Domenica (Vivì)
Commenti (3)
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carla composto10 novembre 2013
finalmente... ci voleva ... parole che condivido in un vernacolo che rende ancor di più l'idea bella la chiusa...
Fiammetta Campione10 novembre 2013
beh... una che è nata il 14 luglio come me non può che sentirsi rivoluzionaria! e allora piena solidarietà con i tuoi versi, ironici di un'ironia amara... e il titolo mi piace un sacco!!!
Vivì21 febbraio 2021
Una poesia che ben si addice anche a questi nostri oscuri tempi di pandemia e confusione generalizzata. Il vernacolo smorza un po’ la tristezza e la malinconia che suscitano il contenuto. Godibile per certi versi e per altri riflessiva.



