Un banale sabato sera
elena rapisa
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Lusinga accennata il suo sguardo
le si posa indiscreto sul seno
Lei si sorprende arrossire,
eppure da tempo ha afferrato il gioco
del gatto col topo.
Sorseggia il suo corpo,
lo degusta come vino d'annata
senza fretta scende con l'occhio,
le spalle, le anche.
Dondolando impacciata accavalla le gambe,
simulando impudenza le sveste,
svagata si aggiusta i capelli,
in una mano il bicchiere.
Forse le sei di un banale sabato sera,
o forse più tardi, non si sa con certezza.
Equivoco il cenno d'intesa
nel guadagnare l'uscita
il buio l'ingoia.
Sottraendosi alla muta pretesa, si volge
s'accorda col calice vuoto
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Idalgo Visconti12 novembre 2013
Un componimento originale, uno svolgimento intrigante, suscita ammirazione per l'essere magistralmente redatto (assieme ad un sorriso di simpatia) Piaciuta.

