Vivere (una lacrima di sambuca)

Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric
Commenti (2)
Mi piace questo stile diretto senza fronzoli che arriva al nocciolo della questione. Un scavare consapevole ricco di intensità pregiato da ottima verve poetica. Un benvenuto da dare all'autrice seguendo la sua poesia e un invito a monitorarla perché interessante sia la forma che il contenuto.
Personalmente, credo che definire cosa sia la gioia di vivere ancora, non sia sempre facile, in quanto è un’emozione strettamente personale e una sensazione introspettiva che, anche dinanzi a un episodio comune a molti, può non manifestarsi. In questo caso, però, l’autrice ben racconta il suo stato d’animo e l’enfasi provata per la scoperta di una sua constatazione interiore, in seguito all’impossibilità di poter raggiungere un obiettivo, oppure una persona. Cosicché, la mente tenta di chiarire all’autrice le ragioni del soffrire, dandole, nuovamente, un attimo di esaltazione dell’anima intera.


