Al limite
Clara Gismondi
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Al limite della parola
quando anche l’ultimo pensiero svanisce
sorge un’icona
un fotogramma dopo l’altro
e tu, uomo
t’arrendi
all’acqua,
immerso nel suono
ti dilegui
in forme d’attrito
che non lasciano segno.
Sogno un confine
di mille anni ancora
l’eco, al principio
strepita
con forza
vuole vivere
al limite della parola.
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L'autore
Clara Gismondi
Commenti (2)
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Aldo Bilato14 novembre 2013
la prima strofa ha del primordiale... la spiritualitá che ne segue e consegue mi appare come monito a chi vuol fare dell'uomo un mantra, un santo o chissà cosa solo perché dall'acqua, dal suono, è giunto alla parola... ma è proprio a quel modo avanzato di comunicare (oggi sempre più latente) che ci si dovrebbe affidare per continuare a sognare...
B
Barba11 aprile 2014
Una poesia davvero particolarmente acuta, che si snoda in riflessioni profondissime, distese in passaggi molto intensi; " e tu, uomo/ t'arrendi all'acqua/ immerso nel suono/ ti dilegui/ in forme d'attrito/ che non lasciano il segno". Poi la strofa finale la trovo bellissima!

