Non potevi sapere
Non potevi saperlo.
Era notte fonda.
davanti a me
solo la quiete del mare,
il sibilo del vento
e le stelle,mai luccicanti
come quella notte.
Venere dipingeva il cielo
rendendolo più chiaro
e il fondersi degli elementi naturali,
rendeva piacevole la vista.
Ma tu non potevi sapere
lo stupore che mi attraversava.
Mai l'orizzonte
mi sembrò cosi nemico,
ma scrutandolo bene,
riuscivo a vedere oltre.
E' un fortissimo senso
di leggerezza commista
a malinconia mi pervase.
Non potevi sapere
che ti stavo osservando.
Con gli occhi di un bambino
e i pensieri di un'artista
mi stupii quella notte.
Non potevi sapere
che ti pensavo insistentemente.
Passarono le ore.
L'atmosfera spari'.
Venere non era più cosi splendente
e il cielo cosi chiaro.
Ma tu mi chiamasti
e questo rese futile
lo spazio attorno a me.
Non potevi sapere
che mi mancò il fiato
e mi tremò il cuore
quando mi parlasti al telefono.
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