Corpo astratto
Solitario tra le mura amiche
me ne sto,
e se esco
con voi non resto.
Mi guardo intorno
e vicino a me vedo
isolamento.
Mi guardo intorno
e lontano da me vedo
unità.
Dell'oblio dei sogni
mi nutro,
dai desideri inscosci
succhio il nettare
che mi tiene
ancora in vita.
Nell'alba dei morti
voglio recarmi:
troppi dubbi,
poche certezze
e scarsa fiducia
ho patito fin qui,
e fin troppe cose
qui non mi piacciono...
Oh Dio,
chi può curarmi?
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Commenti (1)
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Salvatore Ambrosino1 maggio 2007
una bellissima poesia scritta con mano sapiente.
