Dimmi, uomo
Dimmi, uomo:
che cosa hai pensato dopo,
mentre il sangue della tua donna
si rapprendeva sulle tue mani;
che cosa hai pensato
guardando gli squarci
della tua rabbia sul suo corpo?
Hai pensato, forse, alle tue colpe
alla tua cecità? ti sei vergognato
d’aver ceduto all’istinto bestiale
che ha mutato il tuo amore malato
in furia omicida?
Ti sei sentito potente e forte e invece
di te non rimane che un involucro vuoto
un guscio senz’ anima
che –spero- tuttavia riuscirà a soffrire
per il resto dei giorni a venire.
©
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L'autore
Paola Surano
Sono nata a Busto Arsizio , dove svolgo la professione di avvocato. Scrivo poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ho “avuto il coraggio” di togliere le mie poesie dal cassetto una quindicina di anni fa, sulla spinta del gruppo “Scrittodonna” attivo presso il Liceo Pascal di Busto (dove mia figlia maggiore
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