Un riflesso di te
Giuseppe Fulco
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Ricordo appena i giorni in cui non ti conoscevo:
sbattevo nella vita ad ogni spigolo
scorticandomi, afferrando ogni diavolo
che suonava per me a ogni passo che facevo.
Lividi e api e rovinose cadute,
il miele era troppo fluido per assaporarlo.
Solitario il cuor mio vagava randagio
disorientato e privo di gesta astute.
Poi ti conobbi con l’estate alle spalle .
Sghignazzante e ormai volatile
ebbe cura e gesto amabile,
di voltarsi e scaldarti le guance.
Nel residuo d’essa, una goccia celestiale
diede al mio futile pellegrinare
ninfa da cui trarre il verbo amare:
posasti sul mio capo il tuo scettro regale.
Divenne un silenzio tombale
il canto di Satana che si divincolava,
seppur nel anima agita la clava.
Il tuo, o mia cara, fu l’amore trionfale!
In amore ci sdraiammo,
volemmo riposarvi in eterno.
Ma ti svegliasti, ahimè, un inverno
scossa dal mio diavolo, il letto perdemmo.
Or che sei lontana,
chino son tornato sulle labbra dei miei dirupi
a seppelir i gemiti di quei tempi
raccolti nei gelidi abbracci di un ingombrante catena .
Ricordo la sera in cui ti conobbi
come il poeta la sua miglior poesia,
poiché sei l’allegra sinfonia
dei miei versi sciolti.
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L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
Commenti (1)
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catherine4 dicembre 2013
Un amore importante, che ha lasciato il segno... e che continua ad essere "allegra sinfonia" dei versi! Bravo!
