Quale domani?

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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Una splendida lirica, ma soprattutto struggente. Lodevoli sono le metafore presenti nel testo... le "imprese umane" assimilate ad "afoni latrati", le "città" che diventano "sepolcreti"... ma spicca su tutte la metafora degli "usurpatori" visti come "colossi di argilla" e destinati quindi inevitabilmente a sfaldarsi al primo vento. Attende quindi una risposta la domanda del titolo che assume una dimensione inquietante... Meravigliosa è questa Autrice che in poche righe ha saputo far insorgere nel lettore nuove e autentiche riflessioni sull'odio. A te, un grazie di cuore per quanto sai donarci con le tue "Poesie"...
Versi di grande riflessione... molte coae vengono fatte per apparenza e le lapidi dei vinti per mano di usurpatori sono abbellite di preghiere fredde... Versi profondi e intensi...
struggente e splendida al contempo questa meravigliosa mette a nudo con toni forti il risalto che usurpa la dignità...una grande Poesia che cattura il cuore... molto sentita ed è bellissima



