Oltre il deserto
Giovanni Chianese
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Vedevo l’infinito mare oltre il deserto
già sentivo cantare le onde
e schizzi a guarire le ferite della vita
gocce salmastre come rugiada
a sanare corpi sfigurati da guerre e dolori
Sogni d’Eldorado si alzavano sull’arca dei destini
occhi agli orizzonti e lacrime di sale
nostalgia dei ricordi le menti ai tramonti
e il gelo delle notti incubo della morte
aldiquà solo stenti e fatiche disumane
a scongiurar fame di randagi in corsa
Ero in fuga per la vita perduto l’amore
e forse anche la fede nel cruento destino
ora sto cullando tra le onde come bestia in libertà
seicento eravamo sulla barca della provvidenza
negli occhi di pianto arrossati ci guardavano
mentre da bocche da sfamare usciva il motto
-meglio alzarsi per morire che strisciare nella melma-
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (3)
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Rosita Bottigliero24 novembre 2013
grande emozione. ... l'ultimo verso ...la chiusa è racchiuso tutto il pensiero... un affrontare i pericoli e non curarsi di riiscire... belle immagini. ...
Silvia De Angelis25 novembre 2013
Un pensiero profondo intinto, in versi magnifici, per coloro che rischiano la vita, piuttosto che soccombere in una terra che dà sostegno... Poesia molto apprezzata
Francesco Rossi2 dicembre 2013
Un pensiero di coraggio che unito al valore della libertà irrompe in un grido di sentita ribellione.



