Pioggia di stelle

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Non c’è respiro, ogni fiato sembra trattenuto nella visione di un silenzio che sorprende, nella percezione di una profondità che inquieta. Parrebbe del tutto assente il riferimento a una traccia umana, (se non la presenza dei lampioni) , il silenzio è abissale quanto la vastità della notte, il freddo disanima le strade. Eppure, eppure si sente il gemito dell’ occhio che guarda, la solitudine dell’ anima che si protende all’ascolto del vuoto, un qualcuno a cui manca una radiazione, una emanazione, anche flebile, di calore che sappia di umano. Ecco l’uomo! Il poeta presente nella postazione privilegiata di ascolto, nel suo angolo di visuale che raccoglie i segni più tangibili, tutto il resto è proiezione, narrazione dei scenario e sconforto.

