Il tafàno della notte estiva
Dopo un giorno di caldo e di sudore
ti sprofondi sul letto in gran sopore.
Essendo stanco, sereno ed assonnato,
basta un minuto e già sei addormentato.
Poch'ore, ahimé, la sensazione dura;
eccoti sveglio e con la faccia scura.
La pelle soffre per tanti pruriti,
dai morsi del tafàno a te ammanniti.
L'animaletto subdolo e silente,
ti punge, non si vede e non si sente.
Più agevole sarebbe certamente
pugnare con la tigre e col serpente.
Contro il tafàno sol'arma rimane
attender, con pazienza, l'indomane;
ed al mattino quando è bello grasso,
col sangue che ti munse, passo passo,
abbrancalo con gusto e voluttà
ed accoppalo infin senza pietà.
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