Il carillon incantato
Silvia Pozzi
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Vibrano le note
in un coro di archi e violini
leggere e generose scendono
dietro le foglie
di un autunno
stanco e abbandonato
lungo i viali solitari
di un pigro villaggio
adagiato
muto tra le montagne.
Spento offuscato
ha trascurato il tempo
e pure la vita.
Nel grigiore delle strade
s'infila audace la musica
con i bassi e gli alti
i ritmi e le pause.
Si mescola al fumo dei camini
poi scorre con la furia del torrente
s'inerpica tra i rami
e ridiscende
suonando festosa nei cortili
implacabile e sincera.
Laggiù nell'orizzonte
una ballerina
è una nuvola rosa
in una danza morbida e virtuosa
volteggia silenziosa
celebrando la vita.
©
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L'autore
Silvia Pozzi
non sono crudele, sono solo veritiero-l'occhio di un piccolo dio...era Sylvia Plath Specchio. Le mie poesie sono un'affacciata alla finestra con tutti i sensi, nuda e avida d'amore...cerco costantemente cerco di cogliere il senso in un attimo "divino" di parole che come musica possano toccare l'anima di chi le legge. E
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