L'oceano qui
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Il molo, stasera che alle ventitré
nessun’anima cammina tranne qualcuna
con il vizio di scaldarsi al fianco del mare
Una spuma fa eco alla calma,
il seno d’acqua per il gabbiano notturno
-Ascolta come garrisce
la corda vocale che ti dedico
volendo amarti a quest’ora
in basso al porto
con le mani a medusa
le ciocche poi le lingue
dentro reti magnetiche
Attaccati a me,
sotto la pelle non c’è gelo
Aggrappiamoci agli indizi
agli arcani sensuali
agli occhi languidi per te
che se non mi sei specchio
allora più nessuno...
Sopra, gli abitanti sono alla frutta
Forse spengono schermi e lampadari
forse fanno l’amore nei comodi letti,
si baciano in bocca
al gusto del dentifricio nuovo
Senza sapere di quanto sale
bisogna riempirsi
per provare l’oceano
e rovesciarselo addosso
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Francesco Rossi4 dicembre 2013
Poetica eccelsa, un verseggiare di grande intensità. Riesce a coinvolgere il lettore.
Massimiliano Moresco4 dicembre 2013
Si rimane strazianti, con i sensi che viaggiono a mille, nel leggere versi di così possente evocazione poetica. Si percorre un viaggio che non ha bisogno di interpretazioni. Anzi, è quasi la stessa poesia che ti interpreta, ti forma come cartapesta donandoti stati mentali alterati ma belli.


