La villa abbandonata
Luciano Tarabella
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I versi volano come colori
d'una tavolozza. Non si concede
quest'attimo al tramonto ed io sto fuori
in un freddo che quasi non si crede.
Ecco che penso ai miei passati amori
camminando il sentiero ed il mio piede
da sé respinge ciò che i cacciatori
lasciano sul terreno. S'intravede,
fra cipresso e cipresso, un po' di luce
che, mistica, diventa apparizione
a un punto tale che m'inchino pio
senza sapere dove mi conduce
quello che sento. Dentro è confusione
come se ora fossi non più io.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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sergio garbellini6 dicembre 2013
Una bellissima lirica molto scorrevole tecnicamente e ricca di significato, versi che lasciano il segno nel cuore del lettore, sembra l'immagine di un quadro dipinto in poesia, scene che si intravvedono tra le parole, e questo va a tutto merito dell'autore che come sempre si dimostra perfetto, complimenti.
