Le "Terrazze"
Nemesis Marina Perozzi
510 poesie pubblicate
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Tracce della prima neve sul ciglio del viale
guidano al cancello della grande casa
dove più volte gli occhi cercarono
la speranza
che sfuggiva allo sguardo implorante
come un capriolo impaurito
al sentore dolciastro della morte,
dal ghigno beffardo sul volto
esangue
e gli stivali intrisi di lacrime e fango.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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Berta Biagini6 dicembre 2013
Toccano nel più profondo dell’anima questi versi – un sentire che va solo vissuto per saperlo. Quei muri sembra ancora che respirino, sembra di sentirle quelle voci che voci non erano, rimaste dentro come solo una stilettata può fare. Sentitissima.

