Il Mostro
Lady Hawke
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Invano, chiudo gli occhi
per arginare un pianto
che non voglio mi tocchi
- non così tanto.
Si intrecciano le dita,
si sfiorano a vicenda
cercando un contatto
che possa durare una vita.
Ma il mio universo, lo so,
non cambia d'un verso...
E non bastano mille rassicurazioni,
non bastano le assoluzioni,
le preghiere, le belle speranze
- tante rose, tutte infrante.
C'è un Castello ove trovo rifugio,
come un Mostro, sto qui rinchiuso
e guardo gli altri, il loro sorriso...
- paradiso lontano!
Oh, quando allungherò la mano
abbandonando ogni indugio?
Guarirà, un giorno, la ferita
che mi divora pian piano?
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Commenti (1)
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Francesco Rossi9 dicembre 2013
Chiude con il punto interrogativo e come potrebbe essere altrimenti quando si sceglie un tema poetico di grande apertura dove la visione personale non è chiusa ma apertamente manifesta.

