Metropolitana barocca
Abbiamo tutti la stessa faccia
Noi quando torniamo verso casa
Mentre alla notte affidiamo
I nostri volti scuri
Abbiamo tutti gli occhi spauriti
E disgraziata la consapevolezza
Che l'aria anonima
Incida tutti con la stessa lama
Uguale la squallida miseria
Che ci assale come ruggine
Sui fianchi del treno in volata
Verso l'intima meta di casa
Il mio meccanismo privato
E' un cuore ad orologeria
Pronto ad esplodere
Nell'ultimo atto di un sogno
Che mi prende d'assalto
Sugli origlieri dove accolgo
Il piacere di ritrovarmi
Nell'ultimo respiro del sogno
Sono l'immagine di un endecasillabo
Ubriaco ed evitante le luci
Che sfiorano il viaggio in solitario
Prima che il sipario della lucidità
Si chiuda sugli occhi immemori
Sul plurale pubblico
Sulle macchie di cera e la polvere
Del mio divertito teatro anonimo
©
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L'autore
Marco Miglionico
Nasco a Potenza (PZ) nel 1994. Nella mia realtà provinciale ho trovato rifugio e poi tante costrizioni che, ad oggi, mi hanno spinto a cercare le mie passioni altrove. Studio Lettere alla Università degli studi di RomaTre. Non rimpiango la mia scelta, tuttavia sento tutto il peso di chi ha una casa lontana ed avverto l
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