Cerbero innamorato
Matilde Marcuzzo
130 poesie pubblicate
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Se penso a te,
vedo il pianto di un ciclope
foriero di una amara luce,
come un sole troppo enorme,
un cratere sul pendio,
incollato con nuvole
tagliate da giorni perduti.
Pensieri immortali
incapaci di odiare e amare,
rive con merli e ali umide
offerte al tempo,
un corpo squarciato dal fato
e voglia di quelle cose non dette
che rifacevano i miei sogni
affusolate in un cassetto buio.
Tu, cerbero innamorato,
cuore che indossa stoffe
d'acero da un sarto muto,
tra fili come steli in sacrificio
su di uno spillo.
Le mie palpebre sono petali
da scoppiare, il fumo che le dischiude
è un dipinto pietrificato nel gelo.
Mi stringi la mano tu,
forte come una scintilla sul mare,
come se tu volessi partire
o per sempre restare.
Superbo come nessuno,
guardi sempre i rancori
finire nella pubblica vergogna,
calpestata dalle lusinghe della vita.
Tu, che acquieti la malattia umanizzante
dell'epoca moralizzatrice,
come qualcuno con balorde ostinazioni,
padrone di tutto o niente.
Se ci ripenso,
con te annaspo il vezzo
di questo secolo,
nel momento più propizio,
quando le gocce di pioggia
si staccano dai vecchi pali del telefono
e corrono come prismi di luce
su salici a braccia sospese
verso il basso,
nel rigurgito degli anni,
come trampolieri specchiati
sul lago velato di malinconia.
Un fiammifero acceso
parla nel vento,
come se tu stessi facendo
l'amore con me;
caldo è il suono
di un capello che ricresce
dove la speranza va a nascondersi,
lontano dal profumo di crisantemo
e le grida dei mercanti nel tempio.
©
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L'autore
Matilde Marcuzzo
Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric
Commenti (1)
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Francesco Rossi11 dicembre 2013
Come scrive bene l'autrice, ci si immerge in questa lettura e se ne esce appagati sia per la forma che per il contenuto.

