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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giuseppe Fulco
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Natura 15 dicembre 2013 · lettura 1 min · 702 letture

Inverno

Giuseppe Fulco 73 poesie pubblicate
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Sei tu crudele cocchiere nei viali morenti, pigri e distesi che sol tempo prima furon istigatori di amori lieti e di cui or non ne rimane neppur il mestiere . Nelle tue viscere si muore: muoion il sole e le aiuole in cornice . Come anime ammassate allo Stige soccombono i biechi steli dalle chiome logore . Oh altero patriarca che gli amici t’ han preferito, alle loro premure dare dovetti l addio . Certo è volontà di Dio che tu sia come il marmo e le lapidi e il granito . Nulla v’ è di alcun lamento, più miserabile d’ ogni tua menzogna . Sui rami nudi vacilla la tua carogna e di foglie impiccate ne sfidi il talento .
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L'autore
Giuseppe Fulco

Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella

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Commenti (1)

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catherine22 dicembre 2013

Visione funesta di un inverno "crudele", portatore di morte tra le "sue viscere", freddo e insensibile "come marmo", non per volontà sua, ma perché gli è stato assegnato questo ruolo dal creatore... Quasi un senso di passiva accettazione del destino...