C'era una volta
Francesco Falconetti
237 poesie pubblicate
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Tra nuvole di cielo sognavamo l'amore,
ché la donna era mistero,
bianca colomba trasportata dal tenue vento di primavera.
E lei,
tra i corridoi d'un liceo di periferia,
d'improvviso apparve,
accarezzata dai suoi candidi capelli color d'aurora
ed occhi rubati al cielo.
Assieme alla sua nemesi
- nera nell'anima -
passava austera,
con il suo passo sensualmente lento
e le sue magliette rosso scarlatto stinte
comprate al mercatino del sabato sera.
E noi, che come lupi famelici
non l'ardivam di guardare,
solo un "quando?" scrivevamo
passato lesto alla sua amica.
E lei ci rispondeva:
"stasera - 8. 30 - auto blu - proprio dietro la Cattedrale".
Così, s'andava:
e rose rosse e bianche margherite
portavamo in dono,
tra poesie recitate di Prévert e
diecimilalire risparmiate in un cassetto.
E lì,
nel parcheggio dietro la Cattedrale,
in un prato d'auto ci faceva l'amore,
amazzone triste delle nostre voglie,
nel dolore.
...Un giorno partì,
mai si seppe il suo nome:
per tutti noi fu solo Beatrice, la puttana ad ore.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (2)
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Berta Biagini16 dicembre 2013
Un classico dei nostri giorni ci propone l’autore che sempre si rinnoverà nel tempo – amore e piacere sono messi in risalto pur avendo lo stesso peso sulla bilancia. Piaciute quelle diecimilalire.
nemesiel16 dicembre 2013
Una ballata tenera e triste appaiono questi versi, stilati sul ricordo o sulla fantasia poco importa... l'autore ha saputo ricreare atmosfere ed emozioni di anni diversi, di un tempo che era appena ieri... Il nome scelto... Beatrice... ben si accorda con quel..." non l'ardivam di guardare"


