Sguardi
elena rapisa
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Brevemente si flettono raggi
sulla ancor sopita campagna
includendo in tepido abbraccio
i nudi pruni e la sfaldata rosa
che di rugiada ancor intrisa
langue
La coda al ciel drizzata,
punta un gatto maculato
l'ultima foglia accartocciata
in breve volo, quasi farfalla stanca,
al gioco invita
L'onda con monotona voce spiega alla rena
del suo notturno andare senza meta
e di marine creature fuggitive
compagne al suo vagare
Fende l'aria risuonar lontano di campane,
dagli usci accostati trasuda caldo tepore familiare
e donne accorte rinnovano
antichi gesti dell'imbandire il desco.
Celebra con stentorea voce il gallo
la dicembrina domenica nel sole.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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Elle16 dicembre 2013
versi che si fanno ascoltare ed assaporare tutti. Non resta che leggere e rileggere, restandone incantati ed estasiati.

