C'é bisogno ancora di te
Fermati un poco a guardare questo giorno che nasce,
resta un poco a pensare a un bambino che cresce,
in un mondo che esplode come un grande big ben
in un caos dell’assurdo senza un senso e un perché.
In un mondo che ha perso tutti quanti i tabù,
orizzonti sfumati, come tante virtù,
ideali corrotti da una vita un po’ osé
e da dei condottieri che poi pensano a se.
C’è un miscuglio di razze, una gran confusione,
un’apparente multietnica, ma non c’è integrazione,
le culture dividono in dissenso razziale;
una pace apparente, una calma anormale.
Ed il caos arroventa delle menti distorte
di fratelli impazziti che ti danno la morte,
di finanze globali rapaci e tiranne
che infliggono ai popoli pesanti condanne.
Questo bimbo che cresce, senza padri e futuro,
con la benda negli occhi, appoggiato a quel muro
dove padri e altri figli solo per rappresaglia
furon vittime inermi di altri Stati canaglia
ha diritto a una vita senza false promesse
a traguardi probabili e non a porte già chiuse,
ad un giorno fecondo che lo appaghi la sera
e la notte sia buia e non diventi mai nera.
Prova ancora a pescare una qualche risorsa
per spianargli la strada, perché questa sua corsa
non si infranga beffarda spiaccicata su un muro
ma si apra una porta... con su scritto: FUTURO.
©
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