Ri (A) mando
E c'eran mille pretesti
per allontanarci
altrettanti testi
per fermarsi ad ascoltarci
l'indecisione e la precarietà
soldati stretti con testa china
in buche di solidarietà
fra i rombi della notte assassina,
scheletri nell'armadio
avvinghiati e spogli
canzoni alla radio
su distese di fogli
i sorrisi inaspettati
le carezze strappate
i pianti arrabbiati
le orecchie tappate.
Ruzzoloni di rullini
in polaroid sprovviste
l'esser vicini
in lontananza triste,
gli oggetti scagliati
la rabbia dirompente
i discorsi tagliati
dall'aspettativa latente.
C'eran mille errori
e qualcosa di giusto
i nostri amori
dilanianti nel busto
Il tuo cuore batter forte
sapendomi vicino
lo sfidar la sorte
aspettandone il mattino
Le caviglie slogate
nelle grandi cadute
le serate dannate
ed infine sempre mute
Il volar con gli alianti
restando nella propria suola
i bisbiglii rassicuranti
in tende di lenzuola.
C'eravam noi
e forse tutto il resto
fin quando poi
ci siam stracciati in un solo gesto,
origami di ventricoli
e ritagli scoloriti
i fior nei nostri vicoli
son ormai appassiti.
©
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L'autore
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Biografia: il mio nome e cognome ha in comune un "avi" dunque fin da piccolo vivo nella convinzione di essere un file in formato audio/video; oibò la ricezione streaming non è poi così male seppur spesso laggo. End & Rewind, Have Fun!
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