Accadde a betlemme
Faceva freddo quella sera
quando Maria, stanca com'era
e vicina a partorire,
cercò posto per dormire.
Bussò a tante porte,
tutte serrate forte;
c'era assieme, premuroso,
pur Giuseppe, 'l suo sposo.
S'era alzato, forte, il vento
a peggiorare quel momento.
Dove cercar rifugio
la notte del "prodigio?"
Erano aperte, ancora
le porte, a quell'ora;
così usciron fuori
dov'erano i pastori.
La notte era scura!
C'era d'aver paura
anche in pieno giorno
per le insidie intorno.
Nella campagna brulla,
dove trovar una culla?
C'era del fieno, poco,
su cui posare 'l capo.
Di quel nato bambino,
"Grande" fin da piccino,
erano al corrente
quei Magi dell'Oriente.
Guidati dalla stella,
fra tutte, 'n ciel, più bella,
di mirra, incenso e oro,
offrirono un "tesoro".
Quella fu Notte santa,
che dette gioia, tanta,
all'anima ed ai cuori
dei semplici pastori.
Gli Angeli, frattanto,
dal ciel tutto di luce,
gloriarono col canto,
quel Bimbo, nato "duce".
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