Un uomo
La luce non è tanta e il cielo è scuro,
la mente mi si sbatte contro un muro;
rifiuta l’evidenza e la ragione,
s’aggrappa impertinente a un’opzione:
se vivere di noia e d’impotenza
o vivere la vita e la sua essenza.
Mi avrebbe detto un amico mio:
la vita va vissuta pienamente
pure da vincitore o da perdente:
l’avrei vissuta sempre a modo mio,
se non mi avesse richiamato Iddio.
Ed io che non ci sto,
a lasciar consumare tutti i miei giorni
nella speranza vana che ritorni
il tempo andato che non torna più.
Rifiuto l’anagrafe d’età che mi dà torto,
rifiuto pure quello che va storto
e mi butto nella vita a testa in giù.
Di vita tanto più ce n'é una sola,
è un gioco alla roulette, è una “sola”,
dove quando che vai all’appuntamento
se ti va bene ci sta la buona sorte,
se ti va male c’è la signora morte.
La luce non è tanta e il cielo è scuro,
la mente ha sgretolato finalmente il muro,
ritorna tanta luce e il cielo è terso,
ritorna in pista un uomo: si era perso.
©
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