Falerna mia
Sorridono sui monti gli alti faggi,
cantano in mare l’onde schiumeggianti,
il sol li sassolini fa splendenti,
rosso sul mar tramonto di suoi raggi.
Al core distensione loco dona,
dolce, lieve torpor la mente avvolge
ch’ anima e core entrambi coinvolge
e tiepido calor le membra sprona.
Posta a ridosso de li verdi monti
ch’ossigeno le danno e mane e sera,
olézzo di fior d’inverno a primavera,
l’addorme mormorio di pure fonti.
Solo dolente piaga la tormenta:
l’assenza di suoi nati miglior figli
che son per essa qual candidi gigli;
perciò si spira a poco, lenta lenta.
Spira pensando li lontani gigli,
spira, ma il cor trabocca di speranza
veder un dì veliero in lontananza
tra l’onde del Tirreno carco dei figli.
©
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
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