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Morte 7 maggio 2007 · lettura 1 min · 1393 letture

Nemica mia:hai vinto!

Pino Penny 558 poesie pubblicate
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E se finalmente tu, l'avessi vinta e il tuo nemico al fine, caduto a te vicino fosse ora... veramente solo? O saresti tu a non aver più di lui, la lotta impàri ch'esso combattè con te, finché stremato, non cadde ai tuoi piedi infine morto? Ogni giorno e notte, tu lo martoriavi senza rispetto ne pietà, tu lo piegavi godendo della lunga sua agonia. Spietata e senza cuore non provando per lui nessun dolore, anzi se vedendolo a volte, ancor sereno col ferro avvelenato, lo trafiggevi e con sadismo, l'affliggevi. Ma oggi, egli è:finalmente morto. Cadavere freddo, senza sorriso... Ma tu, non ridere... che sei, disoccupata amara solitudine... il tuo nemico, è morto!
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dedicato all'amara vincitrice.che può essere o l'amara solitudine o metaforicamente parlando, una persona... (non la morte però)

L'autore
Pino Penny

Nato il 12-08-48(del novecento) a Rivoli prov.di torino in italia-europa-mondo-vialattea. mediocre ma variegato.abbastanza sfigato...ex..molte volte ex... a undici anni la mia prima poesia(essendo un cretino,scrivo pure adesso che ho qualche anno di più) espressionista nato.illuso ma disilluso.causa forza maggiore.

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Commenti (5)

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Simona Scudeller7 maggio 2007

Una dedica amara... complessa come lo è l'argomento.. grande

Triste7 maggio 2007

Versi di una tristezza senza confini... senza fine... Lasciano una malinconia infinita...

T
Turchese1237 maggio 2007

... spero che nella morte... tu viva, esprimi benissimo

Massimo C7 maggio 2007

Mi piace molto la rabbia con cui è stata scritta... E' una sorta di beffa nei confronti di chichecosa sia l'amara vincitrice. Ora non può fare nulla contro ciò che non c'è più... nel senso che non le darà più la possibilità di continuare ad infierire perché troverebbe indifferenza. Bel testo. Bravo.

Milvia8 maggio 2007

Bella e tormentata... meno male che c'è il "se" iniziale... peccato per il " finalmente" che segue che può far pensare ad un evento comunque atteso... leggerla lascia una sensazione di sofferenza partecipativa. Grazie di averla condivisa!