I miei giorni con te
Matilde Marcuzzo
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Potrebbe affogare la realtà nel raschio di gola,
dentro spine di fumo
sopite sul letto sventrato da un mito silenzioso.
Potrei saltare la corda d’asfalto
e contare al contempo i sassi
in fila indiana che mi separano da te.
Invece sto qui,
a trovare questa distanza
tra i fili d’erba dei miei pomeriggi pallidi
cantando riflessioni tristi
col ronzio marcio di un’ape sul selciato.
Questo tuo eccessivo zelo
è il nostro giardino estivo
brulicante di coccinelle operaie
che sperano e bevono il pianto.
Sono stata io a perdere i pensieri
dalle corone d’alloro
che son foglie ormai di stagno senza più rumore.
Se rigiro la scheggia col capo di legno,
sogno camelie ai piedi nudi del marmo,
e vorrei parlarti,
sapere una e una volta,
perché non siedi questo cuore
a cancellare come mano su gesso, il vuoto che c’è.
Vorrei chiederti dove te ne vai
e cosa ne fai tu dei miei giorni con te.
Tu cosa ne sai se son da sola
ad immaginare tutto il tempo insieme
che mi domanda il perché oggi non blatero più.
Se chiudo gli occhi assorti
per un momento,
sei qui con me.
©
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L'autore
Matilde Marcuzzo
Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric
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