Stupido ruffiano
Stupido ruffiano operaio
cialtronescamente ti trascini,
credi il penoso strascico graziate movenze
e ti concedi al premio di spia
tra il rimirarti tra bottiglie
in spazi di specchi unti di periferie,
compiaciuto
un transgenico cornetto
al bar
Con l'ingordigia negli occhi
meni la coda
smuovi la lingua che parla
sola ad altrui frusta di cenno,
proprio come un cane bavoso
che in una giornata intensa
ha parato tante mosche
al Dio padrone
ignaro del distinguo proprio di pidocchi
tamponato al fango nel ruzzolar
assorbito di mestiere
Stupido operaio
con l'affosso
di fratelli che rinneghi
hai la pretesa di elevarti a capo
solo per aver acciaccato nel vanto
con la bocca
anche api e calabroni
che disturbavano il sonno
di chi cottimo ti pose il pensiero
Oh! vita inutile
che in meschinità cerchi conferme
d'esistenza
partono proprio dai tuoi esempi
le ingiustizie che chiesero sanguinose lotte
e finché ci sarà gente come te
che trasforma il colpir di pugnale
al girar di spalle in meriti
il mondo mai si salverà
mentre il tuo premio finale
sarà quello di passare da cane
a topo che perde l'ultima galleria
al rotolar di calcolato masso che spremerà
l'ultimo affanno di respiro
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Commenti (2)
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Salvatore Ambrosino9 maggio 2007
oh, la mia era più leggere, ci sei andato molto pesante, ma dici il vero,
S
Sam9 maggio 2007
sicuramente di impatto e il tema, molto complicato da esplicare, è ben svolto... però secondo me se fosse stata meno prolissa sarebbe stato piu facile seguirla e comprenderla in certe sue parti.
