Mogio rimuginava

Costretto in quell'angolo ottuso
mogio rimuginava
quell'intimo oppresso
sotto veli molteplici d'ambascia...
tripudio di contrite emozioni
quel che frustra e avvilisce
...e straripa il singulto nel petto
ma incappa nel groppo...
Non v'è sentore d'attese
in quell'albe severe
e privo di calore
prospetta ogni sorgivo sole...
fosche e forieri del peggio
stanno incastonati
simili a errabonde greggi
cumuli oscuri nel cielo
e presaghe proiettano
lune sempre più nere...
ma certo ritornerà la primavera
che spazza il gelo
e forse levigherà
quel manto rabbioso il vento...
forse riappariranno
paciosi cirri all'orizzonte
e io scovolerò ogni ombra
contraria dal minuscolo cielo
indossando le scaglie
d'eterea corazza
e a favor di parvenza
sfoggerò l'oriente delle perle
con un sorriso...
di nuova tempra rinvigorirò l'essenza
e lasco dipanerà quel tempo
con spensierate ore...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi10 gennaio 2014
Poetica intima espressa in versi sciolti con ottima forma e contenuto aperto alle percezioni del lettore.

