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Sociale 11 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2842 letture

Anima opaca

Enrico Baiocchi 346 poesie pubblicate
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Occhi sazi delle notti insonni annoiati nel consumare gli anni lobi stirati dal peso della storia con appesi monili di memoria Perso nel gesto di malinconia di levigar col palmo invano il dorso scarnito della mano lasci residua polvere e allegria Nell’ombra sfumata dei tuoi passi riassapori dei figli anche i sorrisi asciughi le gocce della sofferenza affetti senza più riconoscenza Sei uno sgualcito soprammobile una scatola di scarpe inutile solo un fiore finto impolverato in un vaso di cristallo vuoto che tutti han ormai lasciato solo nei sogni che vogliono dormire ti manca ormai la voglia di capire aspetti di spiccar l’ultimo volo Anima, hai perso la tua luce!
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Solo un grido di rabbia per le tante persone anziane che sempre più vengono considerate inutili, un peso, un costo per la società, anziché un inesauribile miniera di sapere e di saggezza, e troppo spesso vengono lasciate sole.

L'autore
Enrico Baiocchi

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,

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Commenti (4)

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carla composto11 gennaio 2014

enesauribile miniera di saggezza, di sapere, sono con il bravo poeta così dovrebbero essere considerate persone anziane che hanno dedicato una vita alla società, alla famiglia e che ora sono considerati soprammobili ingombranti... bellissimi versi che toccato il cuore... forse bisognerebbe pensare che tutti noi, se Dio vuole ...diventeremo anziani...

L'autore ha esposto in versi la condizione molto triste in cui versano molti anziani, fortunatamente non tutti. Una poesia molto amara che diviene motivo di riflessione. Letta con apprezzamento e molto sentita.

C

bella e profonda poesia, ben descritto il dramma degli anziani, piaciutissima

Antonio Biancolillo27 gennaio 2014

Tragitto di un'anima opaca…fragile nel suo essere di cristallo…che lentamente scorre sul viso persa in gesti di malinconici ricordi…attraversando le ombre sfumate dei propri passi…per poi fermarsi sulle labbra …avvertendo quel senso di solitudine come “un fiore finto impolverato” lasciato lì…nella sua età che tanti considerano oramai inutile… E invece meritano la giusta considerazione con la loro fonte del sapere…perché già vissuta… Grande pregio dell’Autore nel trasmettere la realtà di questa società…sempre pronta a dimenticare… Molto apprezzata…