Ambiguo amor
Il mio sorriso
in una faccia imbrattata di pianto,
vermiglia maschera
in un carnevale senza letizia,
fragile parvenza di normalità
Infranti gli schemi dell’apparenza,
è tardi per fingere.
Un incubo nella realtà
un timido gesto di identità
è una rivolta da sedare nel silenzio
Il mio amore è la tua forza
il tuo gioco malato,
la tua insicurezza la mia paura quotidiana
il mostro che nella notte mi sequestra e mi rende muta
La mia voce è un rotto mormorio nel pianto
nel sospetto delle tue mani enormi
sul mio viso di cera.
Poi giunta la sera,
la tua mente muoverà i passi sul velluto
le tue dita sfioreranno le corde di lascivi sensi
e in voce argentina,
il mio corpo tornerà a danzare nel nitore della luna
senza limiti
né paure.
E mentre le ferite bruciano
negli occhi pesti celati dal trucco,
ancora sei padrone di antiche solitudini
amato carceriere di nebulosi anni
atavico legame ad una mesta realtà.
©
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L'autore
Graziella Cardillo
La poesia è la mia amica fedele di sempre, il magico mondo che culla i dolori dell'anima, l'unico angolo in cui sono interamente me stessa. Dentro di me solo tempesta...
Commenti (3)
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Elle12 gennaio 2014
L'amore è così, indipendente, ribelle. Per quanto lo si voglia sopprimere, se fa male, poi ritorna. Ha carezze che possiedono il vento e voce di primordiali richiami. E' appartenenza, gioia, dolore, prigionia eterna.
Rosita Bottigliero12 gennaio 2014
l'amore vero... fa male... riesce nel suo poco a dare la dolcezza di una vita... ...molto apprezzata
Francesco Rossi12 gennaio 2014
La poetessa scrive e verseggia di consapevolezza in versi sciolti.


