Affogando nel tempo
Supporto me stesso e le mie convinzioni
con pilastri di fragili giustificazioni,
credo nel niente che mi appartiene
e nel vuoto silenzio di chi mi sostiene,...
mi faccio forza con le mie debolezze
lasciando da parte le altrui certezze.
Ringhio, mordo, riesco a ferire
mi chiedi perché? Ti lascio morire!
Rabbia repressa, certa insoddisfazione
che nascondo in questo “mio” sentirmi migliore,
effimera chimera di umana filìa
che nasce in un nulla ed è già in agonia...
...e mi lascia più solo, più vuoto e più spento
Uomo disperso, che affoga nel tempo.
©
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