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Dialettali 16 gennaio 2014 · lettura 2 min · 2010 letture

Facim’ni ‘na risata!

G
Giuseppe Vita 417 poesie pubblicate
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A vvoti ni pinzamu ca putimu fa’ cuddu ca vulimu pi campari e facimu ti tuttu cu vivimu in motu ca no’ n’hama lamintari. Ca havà passà’ ‘na vita lu sapimu, ma no’ ssapimu com’havà passari. Percé hama ffari quantu no’ vulimu e t’ogni cosa n’hama ‘ncaricari? Facim’ni ‘na risata e po’ si penza. Vivimu cueshta vita spinzierata, cá pi lu reshtu shta la Pruvitenza. Ognittanta nci voli ‘na risata. Facimu com’a cuddu ca ccappò: ’nu pìputu si feci e si cacò. Poi, quannu s’ni ‘ddunò, capìu ca, ci hama ffari quarche cosa, armenu no’ hava èssi’ virgugnosa. Traduzione: Facciamoci una risata! A volte pensiamo di poter far quello che vogliamo per campare e facciamo di tutto per vivere in modo da non poterci lamentare. Che passarà una vita lo sappiamo, ma non sappiamo come passarà. Perché dobbiamo fare quanto non vogliamo e d’ogni cosa dobbiamo preoccuparci? Facciamoci una risata e poi si pensa. Viviamo questa vita spensierata, ché per il resto sta la Provvidenza. Ogni tanto ci vuole una risata. Facciamo come quello a cui capitò: un peto fece e si cacò (addosso). Poi, quando se ne accorse, capì che, se dobbiamo far qualcosa, almeno non dev’esser vergognosa.
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È un sonetto normale e caudato in vernacolo sanvitese (alto salentino) con relativa traduzione che si esprime con un certo senso di menefreghismo e volgarità, ma il suo fine è quello di suscitare la risata del lettore. Nella coda diviene assennato. Schema: ABAB/ABAB, CDC/DEE, eFF.

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Giuseppe Vita
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